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MORINGA OLEIFERA

MORINGA OLEIFERA PIANTA DI 1 ANNO IN VASO
C
Prezzo base per variante12,00 €
Prezzo di vendita12,00 €
Prezzo di vendita, tasse escluse12,00 €
Ammontare IVA
Prezzo standarizzato:
Descrizione

 

Moringa oleifera

Moringa oleifera raggiunge da 4 a 7 m di altezza, ma con suolo profondo e fertile supera anche i 10 m; ha tronco eretto o ramificato dalla base, molle ed a consistenza spugnosa, il legno è debole, i rami sottili ed intrecciati sono penduli.
Le foglie sono pluricomposte (ogni foglia è composta da alcune fogliole), ogni fogliola è imparipennata con foglioline ovali opposte e da una fogliolina terminale, le foglie sono alquanto robuste verde chiaro al dorso, verde glauco (pallido) al verso.
Le radici hanno un forte odore e sapore di ravanello, da cui deriva il nome di “horseradish tree” cioè l'albero del ravanello.
I fiori sono piccoli ma numerosi di colore bianco crema, sono ottimi produttori di nettare per le api, sono di discreto valore decorativo. In ambiente tropicale la pianta può fiorire due o tre volte all'anno.
I frutti sono grandi baccelli a sezione triangolare, affusolati ed appuntiti (30-45 cm di lunghezza) verdi e morbidi se immaturi; a maturità assumono una colorazione ocra e poi marrone ed una consistenza legnosa.
I semi bruni contenuti sembrano fagioli, ma sono tondeggianti e sono dotati di una membrana cartacea, sono da 16 a 22 per baccello, mentre ogni albero produce da 20 fino ad 80 baccelli.

USI ALIMENTARI

Praticamente tutta la pianta è commestibile.

Le foglie possono essere mangiate e sono molto ricche in proteine, vitamine e sali minerali. Hanno un sapore leggermente piccante e grato anche allo stato crudo. Spesso sono preparate in insalata, ma possono essere cotte come gli spinaci. Contengono il 25 per cento in peso di proteine (più che le uova ed il doppio del latte di mucca), il quadruplo di vitamina A delle carote, quasi otto volte la vitamina C delle arance, il triplo del potassio delle banane. [1]. Tale contributo proteico fa pensare che tale nutrimento possa essere un utile supporto per le gestanti e per l'allattamento umano in condizioni di povertà e difficoltà. Le foglie oltre che direttamente per l'alimentazione umana, possono essere utilizzate come foraggio per gli animali. Se le foglie sono usate come foraggio assieme alla pasta residua alla estrazione dell'olio costituiscono un buon ricostituente alimentare per gli animali erbivori, che sembra migliorarne le condizioni vitali. Sono un buon supporto post-parto per le vacche che reggono egregiamente elevate produzioni di latte, e per la crescita dei vitelli. La definizione di “animali erbivori” si deve intendere in senso lato dato che le foglie sono fortemente appetite da tutti gli erbivori, anche da pesci erbivori come le carpe, che ne sono molto ghiotte.

Per quanto riguarda i frutti, l'uso più popolare e frequente è la preparazione mediante bollitura dei baccelli immaturi (detti 'mazze da tamburo'), che hanno il sapore degli asparagi. Nella medicina Siddha sono considerati dei potenti afrodisiaci per ambedue i sessi.

I semi vengono assunti bolliti o tostati ed hanno il sapore dei ceci. L'estrazione di olio dai semi è una importantissima risorsa: i semi contengono dal 30 al 50% di olio (le olive dall'8 al 20%). L'olio estratto contiene dal 65 al 76% di acido oleico che è lo stesso olio insaturo delle olive. L'olio è dolce e saporito e non irrancidisce, diversamente dall'olio di Jatropha. È perfettamente adatto alla alimentazione umana. Estratti gli oli dai semi, la pasta residua contiene il 60% di proteine pregiate. Questa è una quantità enorme se si considera che il residuo dell'analogo trattamento della soia (prodotto di discreta qualità proteica vegetale) produce dal 30 al 35% di proteine, la cui gamma di aminoacidi, come per la gran maggioranza degli altri vegetali noti, è incompleta. Le proteine ottenute della pasta residua sono adatte per l'alimentazione umana.

Anche le radici sono commestibili e, come accennato, hanno sapore piccante come di ravanello. L'aroma piccante delle radici è più pronunciato di quello delle foglie. L'uso comune delle radici è quello di aromatizzante, (analogo al rafano), ma, per la presenza di un alcaloide (la spirochina) che interferirebbe con la trasmissione nervosa, ne è sconsigliato l'uso in quantità eccessiva.

Anche i fiori sono commestibili, di norma sono preparati in insalata.

La moringa è pianta mellifera, e quindi può esser prodotto il miele dai suoi fiori.

È di grande rilievo il fatto che il contenuto proteico delle parti della pianta è completo, (cioè contiene tutta la gamma degli aminoacidi, anche quelli pregiati). Questo fatto è pressoché unico tra i vegetali e si può definire la Moringa oleifera come l'unica pianta esistente (ad oggi nota) con tali caratteristiche.


Tali caratteristiche rendono la Moringa una pianta interessante dal punto di vista umanitario, in quanto possiede un grande potenziale per combattere fame e povertà.

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